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Le Meraviglie della Scienza Capitalistica

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In passato ho scritto che “Le regole del Metodo Scientifico poco si adattano alle regole di una società capitalistica” < qui >.
Mi ero sbagliato, non si adattano affatto! Avremo a che fare con un vaccino potenzialmente inutile.

Non avevo voluto esagerare ma i fatti degli ultimi mesi hanno reso evidente a tutti un chiaro limite di quella comunità Scientifica alla quale chiediamo ciò che non può darci, ovvero: onestà e rispetto di quelle regole codificate secoli fa da Galileo Galilei ed oggetto di studio ed analisi da parte della Filosofia della Scienza, che, ormai, appare del tutto anacronistica, anti-economica ed inutile. Ogni volta che un “Burioni” parla, intere biblioteche di testi di filosofia della Scienza prendono fuoco!

Le prime scoperte

La classe medica, retorica a parte, ha le sue colpe. Essa deve rispettare dei protocolli, non può farne a meno! È più importante tutelarsi da eventuali errori che adempiere pienamente alla propria missione. Non vi era alcuna polmonite interstiziale acuta, almeno così sembra. Ma allora se la diagnosi è sbagliata e le cure erano sbagliate, a chi diamo la colpa delle conseguenze, ovvie ed evidenti – la morte del paziente?

Chi ha impedito ai medici di fare le autopsie, chi ha fatto quella prima diagnosi che ha provocato ed ancora provoca migliaia e migliaia di morti? Eh sì, perché nel mondo non hanno ancora idea di come affrontare questa malattia, ed in certi casi non è di loro interesse.

Dovrebbe essere compito e dovere della Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) coordinare il lavoro dei medici, coordinare la ricerca, aggiornare i protocolli così da mettere tutti i medici del mondo nelle condizioni di dare le cure migliori ai loro pazienti. Ed invece non accade. Anzi, si cerca di zittire, sminuire e nascondere ogni voce discordante che però potrebbe salvare la vita ad un sacco di persone.

Nel mondo abbiamo ancora diverse migliaia di morti al giorno. Molti di questi muoiono a causa dei loro rispettivi servizi sanitari, perché inadeguati o troppo avidi, possiamo però dire che per gli altri si tratti di veri e propri omicidi “politici”? La tentazione è forte. Siamo comunque certi che nessuno mai pagherà per tutto questo.

La svolta è arrivata solo poco tempo fa, quando qualche medico ospedaliero fuori dal coro, rischiando pesanti sanzioni ministeriali, si è preso la briga di fare le prime autopsie. Grazie a queste si è potuto scoprire che il primo effetto del
SARS-CoV-2 è una forte risposta infiammatoria che satura il sistema immunitario e può causare, se non curata, una Coagulazione Intravascolare Disseminata (CID). Cioè la formazione di grumi nel sangue e conseguente trombosi. Oggi fortunatamente, non si parla più di rianimazioni e ventilazioni che peggioravano il quadro clinico. E così, al primo sintomo s’interviene sui pazienti con antiinfiammatori (idrossiclorochina), antibiotici (azitromicina) e poi con i fluidificanti del sangue, (eparina) se serve.

Il druido!

Cure semplici ed economiche, effettuabili anche a domicilio. E queste terapie, finalmente idonee, se fatte subito consentono di evitare ogni complicanza. Ma le autorità sanitarie italiane hanno voluto seguire a tutti i costi la strada della Cina, dove autopsie ne hanno fatte pochissime. Anzi quasi nessuna.

Ma perché in Italia non sono state fatte sin dall’inizio? Perché i cadaveri venivano prontamente cremati? Semplice: perché così è stato disposto e comunicato dall’alto. Ovvero dal ministero della Salute tramite il suo segretario generale Giuseppe Ruocco, il quale ha inviato circolari in tal senso a tutti i destinatari competenti, dalla Protezione Civile all’associazione dei Comuni, dagli ordini dei medici e delle professioni infermieristiche ai farmacisti e via via a tutte le Regioni. Una misura incredibile che, senza alcuna motivazione scientifica reale, ha imposto determinati protocolli sanitari sbagliati a chi veniva diagnosticato il Covid-19.

Ben prima di queste autopsie, però, l’infettivologo francese Didier Raoult aveva cominciato a curare i suoi pazienti con idrossiclorochina e azitromicina. Perché un antibiotico potesse avere effetto come antivirale era e rimane un mistero. Comunque sia, egli pubblica i suoi risultati il 20 marzo sull’ “International Journal of Antimicrobial Agents”. Trump inizia a parlare di idrossiclorochina e nel mondo si inizia a scimmiottare alla carlona la terapia di Raoult, e vengono somministrate dosi anche tossiche di idrossiclorochina. E quasi nessuno comprende l’uso dell’azitromicina. Risultato: molta confusione e molti morti.

Le mistificazioni della stampa scientifica.

Arriviamo a maggio, Il Lancet e il New England Journal of Medicine, due riviste leader del settore, accettano e pubblicano articoli che riportano effetti nefasti dell’idrossiclorochina nella cura del Covid-19. Altri ricercatori si meravigliano di questi risultati e chiedono di poter vedere i dati sui quali gli articoli sono basati.

A quel punto si scatena l’inferno, perché viene fuori che le 96000 (!) cartelle cliniche dichiarate non le hanno esaminate direttamente gli autori, ma una società privata che fa capo a uno di loro. Costui dice che le cartelle sono state esaminate con tecniche di intelligenza artificiale, ma l’azienda si rifiuta comunque di rendere disponibili i dati, cioè l’autore stesso!

I coautori chiedono alle riviste di ritirare gli articoli. Ma all’OMS non pare vero e coglie l’occasione – o magari era tutto costruito a tavolino – per sconsigliare l’uso dell’idrossiclorochina a causa di un solo articolo negativo! Oltretutto falso e rinnegato dai suoi autori. Molti Paesi obbediscono, compresa l’Italia. Fine della farsa. In breve Trump annuncia che gli USA smetteranno di finanziare l’OMS.

In molti Paesi l’idrossiclorochina è ancora fuori dai protocolli contro il Covid19, anche se gli articoli in questione sono stati ritirati e sbugiardati.

La seconda via antinfiammatoria

Negli USA la Food and Drug Administration (FDA) ha mantenuto in piedi questa folle direttiva. Non a caso fino a qualche giorno fa avevano almeno mille morti al giorno. Tranquilli, anche in Italia hanno tolto l’idrossiclorochina dai protocolli, ma noi siamo fortunati perché fin da marzo viene usato il desametasone, un cortisonico, per combattere l’infiammazione.

E poi, nella solitudine di un ospedale il Ministro non ti guarda. In ogni caso, 30 medici hanno scritto il 24 aprile al Ministro Speranza per informarlo del fatto che loro stavano usando con successo questo farmaco fin da marzo, risposte ufficiali? Nessuna!

Sappiamo che i cortisonici sono dei potenti antinfiammatori, quindi capiamo il motivo per cui veniva usato con successo. In questi giorni lo ha scoperto anche l’OMS ma le ciambelle non riescono mai con il buco, in questa faccenda, perché la nostra cara organizzazione ne consiglia l’uso soltanto nel caso di pazienti gravi, mentre in Italia viene usato – con successo – su pazienti ai primi sintomi.

L’OMS proprio non ce la fa a non raccontare balle. Didier Raoult sostiene che l’idrossiclorochina sia più efficace del desametasone, ma direi che l’abbondanza di cure non debba essere visto come un problema. Chi non ha interessi personali nella faccenda accetta di buon grado nuove idee e nuovi protocolli di cura. Gli altri, invece, cercheranno sempre di mistificare, fare confusione e giocare sulla vita della gente. Tra questi abbiamo anche il nostro Ministero della Sanità, nella persona del Ministro Speranza.

Gli untori!

L’OMS ha scoperto anche, di recente, che i cosiddetti “asintomatici” non sono contagiosi: “È molto raro che una persona asintomatica possa trasmettere il coronavirus”. Sono parole della  dottoressa Maria Van Kerkhove, capo del team tecnico anti-Covid-19 dell’Oms.

Per mesi hanno fatto terrorismo mediatico sugli asintomatici “untori”. Dicevano che eravamo TUTTI potenziali untori, tutti potenziali asintomatici e in tal modo giustificavano ogni forma di isolamento sociale. È evidente che essere asintomatici voglia dire avere una carica virale bassa. E se la tua carica virale è bassa, tanto bassa da non sviluppare alcuna malattia, vuol dire che, a maggior ragione, non sarai in grado di trasmettere nulla.

Era ovvio, lo sapevamo tutti e l’OMS è arrivata con notevole ritardo a comprendere l’ovvio. Mentre in Italia? In Italia si continua a pensare che l’unica via di uscita sia il vaccino e che gli asintomatici siano un “pericolo” da combattere!

Un vaccino potenzialmente inutile

Caccia all’untore del Commissario Arcuri.

Il plasma iperimmune

Ed intanto a Mantova e Pavia, qualcuno, riscopriva l’acqua calda. Lo vediamo anche nei film, il sangue dei pazienti guariti da una infezione virale contiene gli anticorpi per quel virus! Quindi si possono prendere, isolare, ed usare come cura per i pazienti ancora malati. Incredibile, funziona!

Lo sappiamo da secoli ma secondo il nostro Istituto Superiore di Sanità (ISS) che di superiore ha solo i suoi “interessi”, si tratterebbe di un procedimento sperimentale, rischioso, costoso. Invece è l’esatto opposto: sicuro, economico e tutt’altro che sperimentale. Insomma, funziona. Questa pratica è stata persino usata nel 1918 contro la famigerata “spagnola”.

E così accade che il 9 aprile una donna incinta di 28 anni viene ricoverata nell’ospedale di Mantova e viene curata con due sacche di plasma. Così inizia l’avventura del nostro Giuseppe De Donno e del “suo” plasma iperimmune. Tante altre persone vengono curate e guariscono. Guariscono quasi tutti, ed anche grazie alla idrossiclorochina e al desametasone, piano piano le terapie intensive si svuotano e l’emergenza sanitaria, di fatto, viene meno. Anche se il Ministero della Salute evita di informare il Paese. Tenendo in piedi la “paranoia” del virus.

È evidente che il buon Peppino abbia preso un rischio enorme. Fuori da ogni protocollo, fuori da ogni autorizzazione ministeriale, egli decide una terapia in piena autonomia. Follia di questi tempi.

Scrive su Facebook: «Il plasma iperimmune ci ha permesso di migliorare ancora di più i nostri risultati. È democratico. Del popolo. Per il popolo. Nessun intermediario. Nessun interesse. Solo tanto studio e dedizione. Soprattutto è sicuro. Nessun evento avverso. Nessun effetto collaterale».

In tutto compenso al suo lavoro i NAS telefonano all’ospedale di Mantova chiedendo informazioni sulla paziente incinta e su quello che stavano facendo. Qualcuno ci ha visto una forma di intimidazione, altri una richiesta legittima.

Un vaccino potenzialmente inutile!

OMS, ISS, Ministero della Sanità, non hanno fatto altro che screditare, ostacolare e diffamare chiunque si sia occupato in maniera seria e professionale della faccenda Covid. A loro interessa solo e soltanto una soluzione: il vaccino! Tutto ciò che mette in discussione il loro Santo Graal deve essere combattuto e screditato.

Un vaccino, oltretutto, potenzialmente inutile. Pochi sanno che il vaccino contro l’influenza ha una efficacia del 30-35%, in pratica poco più di un semplice placebo! Questo portentoso vaccino viene fatto usando il virus influenzale dell’anno precedente.

Un vaccino potenzialmente inutile

Vi presento il nostro Ministro!

Ora, visto che il virus dell’influenza muta, un vaccino fatto con un virus vecchio di un anno non sembra proprio un grande rimedio, ed infatti non lo è, ma viene comunque diffuso e ritenuto “sicuro” ed “efficace” dalle masse ansiose di vaccinarsi. Questo “nuovo” corona virus appartiene alla stessa famiglia dei virus influenzali e, come questi, muta nel tempo.

Anzi, muta più velocemente. A questo punto l’efficacia di un vaccino fatto con un virus mutageno come il SARS-CoV-2 diventa INFERIORE a quello influenzale. Meno del 30-35% vuol dire avere a che fare con un vero e proprio placebo. Al posto di questo “vaccino” potremmo prendere una zolletta di zucchero ed avremmo lo stesso identico risultato.

Nonostante tutto, Bill Gates è venuto in Italia ed ha ricevuto centinaia di milioni per sviluppare il vaccino, in televisione sentiamo parlare solo di vaccino, siamo costretti a mettere una inutile “museruola” e a un distanziamento sociale ormai inutile, si fa terrorismo psicologico, si parla di una seconda ondata, si alimenta la paura.

Siamo tutti egoisti!

A proposito di propaganda. Proprio in questi giorni è stato reso noto un sondaggio. Pare che in Italia il 41% della popolazione non avrebbe intenzione di vaccinarsi contro il SARS-CoV-2. Nel link trovate la notizia in dettaglio:

https://www.repubblica.it/salute/medicina-e-ricerca/2020/06/20/news/coronavirus_italiani_poco_propensi_a_vaccinarsi-259718614/

Prontamente è stato dichiarato che costoro sono degli individualisti che non hanno a cuore la salute pubblica. Siamo degli egoisti, insomma! Aspettatevi in futuro una campagna mediatica pro vaccino, faranno di tutto per ridurre questa percentuale e per trasformare quelle poche persone dotate ancora di senso critico in dei mostri.

E poi si scopre che l’azienda designata a produrre il vaccino, la Astrazeneca, il 30 marzo, quando ancora parlare di vaccino era una cosa impensabile, ha venduto azioni per decine di miliardi di euro. A scatola chiusa nessuno investe tanti soldi. Il vaccino era già pronto (dopotutto è zucchero!), magari lo è da anni.

Ed allora aveva ragione Stefano Montanari quando diceva che l’OMS aveva dichiarato la pandemia solo per poter accelerare la produzione del vaccino. I tempi di sviluppo per un nuovo vaccino vanno dai 5 ai 10 anni, in caso di pandemia si può fare tutto in 12-18 mesi. Ed allora facciamoci questa domanda, cosa diamine ci metteranno dentro? Perché tanta premura?

Ah comunque, volete sapere perché l’azitromicina ha efficacia contro il Covid? Pare che non esista alcun virus, e che la malattia sia causata da due micobatteri polmonari non-tubercolari. Ma io non vi ho detto nulla!

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