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SCIENZA & DEMOCRAZIA

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Di questi tempi sempre più spesso si parla di Scienza, di Metodo Scientifico e di legami con la Democrazia.

Ovviamente tutto ciò è strumentale. La Scienza ha le sue regole, la politica altre. Le prime sono decise da Madre Natura e noi possiamo solo sperare di poterle comprendere, le seconde sono il risultato delle scelte di pochi uomini che solo per caso possono avere il consenso di tutti gli altri.

Ci viene detto che lo scopo della politica sia quello di migliorare le nostre vite idem per l’economia e la Scienza. Non ci vuole molto a capire che sono tutte balle. Ci dicono che la Scienza non è democratica, dando per scontato che tale affermazione abbia senso. Invece non ha senso.

Si vuole dare ad intendere che al mondo esista una qualche “comunità scientifica” composta di esseri illuminati, capaci di comprendere i fatti naturali, e che costoro siano avulsi da ogni conflitto d’interessi. Questa élite decide, “vota” e stabilisce cosa sia giusto fare per il bene dell’Umanità. Il processo conoscitivo viene descritto come il risultato dell’azione collettiva di pochi privilegiati, quelli che hanno studiato! Quelli che hanno prestigio accademico, hanno fatto pubblicazioni che vengono citate da altri e da altri ancora! L’intera storia della Scienza viene distorta per un fine ben preciso: mistificare e controllare il Sapere.

Possiamo scoprire molto facilmente che il reale progresso della Scienza (dalla fisica, alla biologia alla chimica) è il risultato dell’azione di singoli uomini (o piccoli gruppi) che hanno dovuto contrastare la presunzione di quella “comunità scientifica” di cui si parlava prima! Lo stesso Einstein senza l’intercessione di Max Planck sarebbe rimasto un semplice impiegato dell’ufficio brevetti di Berna. Questo perché il suo primo articolo del 1905 non aveva quei minimi requisiti per sperare in una pubblicazione.

Lo stesso Boltzmann venne spinto al suicidio dai suoi denigratori che rifiutavano il suo atomismo, e noi sappiamo come è andata a finire! Ogni nuovo articolo deve essere parte del tutto, deve portare avanti un discorso condiviso, con gli stessi elementi di base, lo stesso linguaggio e le medesime interpretazioni. Come dicevo prima: un processo collettivo che porta ad un consenso “democratico”.

Quell’umile impiegato di Berna sconvolgeva tutto, non era tollerabile e non avrebbe mai avuto spazio se non grazie alla raccomandazione di una persona che aveva già incrinato quel certo discorso che aveva indotto Lord Kelvin a presagire l’imminente morte della fisica teorica. E se Boltzmann avesse “sopportato” quegli stolti positivisti ancora per un po’ avrebbe avuto salva la vita!

Che il processo con il quale le teorie scientifiche si affermano sia democratico lo sostiene autorevolmente uno dei massimi filosofi della scienza, quel Thomas Samuel Kuhn che nel suo “La struttura delle rivoluzioni scientifiche” del 1962 afferma:

“Allorché nel corso dello sviluppo di una scienza naturale un individuo, od un gruppo, costituiscono per la prima volta una sintesi capace di attrarre la maggior parte dei ricercatori della generazione successiva, le vecchie scuole gradualmente scompaiono.”.

In cosa consiste l’errore di Kuhn, semmai ce ne fosse uno? Egli da per scontato che questi ricercatori siano avulsi da un qualunque conflitto d’interessi, ovvero: elimina la variante “umana” dall’equazione. Non considera che ognuno di loro pensa alla propria carriera, al proprio prestigio, al proprio lavoro, a determinati vincoli di segretezza o banali paranoie personali. Le regole del Metodo Scientifico poco si adattano alle regole di una società capitalistica. Quindi, sarebbe vero quello che dice Kuhn in una società diversa, senza interessi di sorta, non più basata su certi dogmi economici.

Ma c’è anche un secondo errore (che nasce dal primo): le generazioni successive non possono assolvere a tale gravoso compito, perché il sistema educativo mondiale tende per lo più ad indottrinare e non ad “educare”. A nessuno interessa sviluppare senso critico, ma solo “riprodursi” nelle nuove generazioni, impedendo, di fatto, ogni minima “Rivoluzione Scientifica”.

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Non a caso nel 1900 la comprensione dell’Universo era di un sostanziale 100% passato poi ad un risicato 5% dei giorni nostri. Tutti “cercano” ma nessuno trova niente. Ovvio se tutti cercano nello stesso posto, contravvenendo alle più elementari regole del Metodo Scientifico. E molti vogliono certezze! Mentre il Metodo Scientifico ci offre solo delle INTERPRETAZIONI di quelle osservazioni che per qualcuno appaiono oggettive solo perché magari espresse sotto forma matematica! Negano persino che esse siano “transitorie” pena la non serietà della Scienza! Invito costoro ad andare in Chiesa se desiderano trovare certezze!

Pensiamo a quello che accade in Italia da qualche anno a questa parte, con bambini “sani” esclusi dalla scuola materna perché i loro genitori hanno osato mettere in discussione il dogma vaccinale! Pensiamo a tutti quei medici convinti della correttezza di tale obbligo! O peggio, a tutti quegli studenti di medicina convinti del fatto che la Scienza senza certezze non possa che essere falsa! E che certo, è giusto obbligare dei bimbi SANI ad una pratica inutile e dannosa, ce lo dice lascienza!

E pensiamo a quei medici che non possono più assolvere al loro compito perché una legge ridicola e priva di senso scientifico (nonché etico!) impedisce loro di essere dei medici e poter tutelare la salute dei propri pazienti. Pensiamo a quei medici radiati per aver osato voler fare il proprio lavoro ed a quanti fanno finta di essere allineati solo per paura di ritorsioni. Insomma, pensiamo! Almeno noi, visto che altri non lo fanno!

Il vero scienziato è colui che un giorno costruisce un esperimento, magari spendendo una barca di soldi… ed il giorno dopo capisce di aver sbagliato (perché magari ha sognato una qualche alternativa! La notte porta consiglio!), e smantella quanto fatto spendendo ancora una barca di soldi (magari pubblici) fino a quando non è soddisfatto e convinto di essere nel giusto! Si impara anche sbagliando, anzi, si impara molto di più. Facendo questo non si preoccupa della propria carriera, non si preoccupa delle carriere altrui che il suo esperimento potrebbe mettere in discussione, se non proprio distruggere per sempre, insomma, non ha remore di natura personale od economica, men che meno politica!

Il vero Scienziato è colui che quando vede un muro cerca una scala abbastanza alta per poterlo scavalcare e se non la trova la costruisce egli stesso!

Anche se all’interno del suo recinto egli vivesse meglio di quanto potrebbe mai desiderare! Se vede un muro DEVE valicarlo, non ci sono storie! Il processo scientifico è potenzialmente infinito e non ci si può accontentare mai. Un muro rappresenta un ostacolo, rappresenta il limite della nostra conoscenza. La persistenza di questo limite mette in discussione tutto. Ed è obbligatorio cercare di andare oltre. La Scienza ha le sue regole, ben diverse da quelle dell’economia o della politica e se si vuole essere uomini di Scienza bisogna obbedire a queste regole.

L’obbligo vaccinale, una legge dell’uomo che obbliga ad una pratica medica inutile e non richiesta, sarebbe come apporre su quel muro la scritta “vietato valicare”. È evidente che un qualunque uomo di Scienza (vero) non potrebbe che desiderare di essere un fuorilegge. Invece assistiamo ad un obbligo voluto e caldeggiato da quella stessa comunità scientifica che si vedrebbe tarpare le ali e tutto questo in nome di quella Scienza assurta al rango di vera e propria religione! Quella stessa comunità scientifica che ,secondo Khun, avrebbe il compito/dovere di assicurare quel sano processo collettivo che porta al progresso della conoscenza. Non so se appare evidente l’assurdità di tale situazione, e non mi capacito di tanta ingenuità!

La nostra è la società più tecnologica della Storia dell’uomo (per quanto ne sappiamo). Abbiamo sconfitto molti di quei mali di cui possiamo leggere solo nei libri e di cui qualche 90enne ha ancora memoria (a meno di farsi un viaggio nel terzo mondo!), EPPURE viviamo tra le nuvole! Circondati da sedicenti guru che spacciano per scienza ciò che non lo è. Che parlano di fantomatici oggetti magici capaci di modificare le leggi della Natura, che parlano di mondi fantastici avulsi da ogni minima indagine sperimentale.

Ed allora abbiamo chi pretende di “trasformare” i campi elettromagnetici prodotti dal 5G in qualcosa di non nocivo per l’uomo… come chi pensa che un albero che dovesse cadere in una foresta disabitata non produca alcun rumore (https://www.youtube.com/watch?v=8K8Gx4s_joM). Dando, in questo modo, all’osservatore un ruolo che non ha!

Insomma, dobbiamo svegliarci. Dobbiamo renderci conto della immane quantità di balle a cui qualcuno vorrebbe farci credere!

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