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Cibo& Qualità!

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Ricette di qualità con prodotti di primo livello!
La fettina ? Chi non ha mai assaporato il sapore  della classica bistecca o della cotoletta impanata cotta con Ghi o eccezionalmente olio Evo ?
Il gusto di proteine cotte a dovere senza sostanze additive all’origine, ricavate da allevamenti a terra e senza ogm&glifosati nel foraggio.
Questo è l’idilliaco quadretto di chi, cultore di piatti ricavati da animali allevati  a terra, non intensivi, il cui prodotto finale e’ con panatura  a pan grattato  ed uova allevate a terra al 23%
( cotanto declama una famosa coop nei suoi prodotti a base d’uova). Contornata di classica insalata avente  ridotto contenuto di pesticidi, inferiore del 70%rispetto al residuo ammesso dalle legge.
Ci siamo quasi, certo dagli anni 90 di passi ne sono stati fatti, da quando i terreni contenevano  una media di 3,4 chilogrammi a persona di pesticidi.
Ora tutti i coltivatori/ produttori dovrebbero innanzitutto adottare il principio di precauzione, e sollecitare le fatidiche “ confederazioni
dell’agricoltura “ affinché si prodigassero nel fornire aggiornamenti sui finanziamenti europei a tutela della agricoltura biologica. Esistenti ma mal utilizzati.
Quindi fidiamoci da ciò che ci fornisce il commerciante di turno, GDO ed affini, anche se i prezzi sono incrementati..! dalla crisi  o dai canali che trasmettono servizi, sull’indecenza degli allevamenti ad altra concentrazione denunciati da tempo dai volontari di Animal Equality.
I prezzi contenuti di carni varie, mantenuti nel tempo bassi per offrire a tutti ( come il panino all’amburgher ad 1€ Da parte di una nota catena di cibo spazzatura) la fettina di carne o la salamella  per tutti, non possono essere prodotti con situazioni ambientali favorevoli agli animali. In gabbia e con cicli di produzione ben calcolati 11 mesi per un vitellone, 35 giorni per un pollo da rosticceria, 10-12 mesi per un suino da ingrasso.
Nei supermercati e nelle macellerie non si sentono gli odori, le urla, non si vedono le gabbie di metallo.
Ma vi sono ovviamente realtà produttive che nulla hanno a che fare con allevamenti lagher anche se spetta all’ Italia questo triste primato.
Quindi se abbiamo
-L’aria intossicata dalle esalazioni gassose e ammoniacali provenienti dagli allevamenti intensivi.
– L’Acqua compromessa dalle infiltrazioni di residui tossici utilizzati nelle coltivazioni intensive, necessarie quale alimento per gli allevamenti  suin-bovin- ovicoli
– Il Suolo privato ormai di ogni sostanza naturale in quanto con la erpicatura si trova pronto alla semina ma in un terreno ormai sterile. Non più considerato
organismo”. Da qui l’uso dei termini  dimenticati dalla agricoltura industriale: organismo del terreno, organismo agricolo, organismo terra, così come terreno, agricoltura e terra come un ecosistema.
Azzerato tutto.
Si è persa ma è da recuperare la interazione e continuazione fra vita naturale e sociale contadina, in tecnologia, ma senza eludere i principi di una “Terra Sana, Piante Sane, Uomini Sani”, prioritari nella Agricoltura Biologica.
Ma questa dicotomia riuscirà ad essere sostituita da una unica definizione ? da una unica azione ? da un unico rispetto?  per una Agricoltura rispettosa dell’uomo e della Natura.
Basta poco.
Mauro Mariotto
Blogger Mn
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