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Coronavirus: Bertonico. 10 giorni in #ZonaRossa

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Decimo giorno di quarantena.

Per quanto mi riguarda, il termine quarantena risveglia , o risvegliava, lugubri scenari di velieri alla deriva, stipati di deboli pallidi emaciati. Dagherrotipi ritraenti camerate promiscue di antichi ospedali, vicoli bui di città deserte.

La mia quarantena è stata fino a ieri soleggiata, nello scenario consueto del lavoro in azienda , zootecnica, quindi con dispensa statale a mantenere il continuum e non sprecare ettolitri di latte, piuttosto senza la scocciatura delle telefonate banca/commercialista/fornitori.

Quarantena con più tempo a disposizione per ritrovarsi con gli amici confinati anch’essi nella zona rossa.

Quindi, nella mia situazione, l’attenzione era tutta sull’aspetto economico, la rabbia di vedere l’affossamento della produttività lodigiana, lombarda.

Stamani un’amica mi gira un messaggio , che volentieri riporto:

 

DA CODOGNO

Perché ci trattate così? Che colpa abbiamo? Qui nella zona rossa non ci sono solo le persone forti, quelli che si sentono eroi, che lo fanno per l’Italia e “cosa vuoi che sia starsene per un po’ di giorni a casa, in fondo non ci manca niente”. Quelli sono forti a prescindere, nessuna disgrazia li sconvolge, loro sono vincenti.

C’è però anche Mariangela, una signora che conosco e ho incontrato ieri, lei ha 73 anni e vive sola, le ho chiesto “Sta bene? Ha tutto quello che le serve? Ce l’ha da mangiare?”. Mi ha risposto “Si ho ancora un po’ di roba nel frigorifero, ma alla mia età non è il cibo che mi fa vivere, quello che mi fa stare in vita è sapere che domani verranno a trovarmi mia figlia e i miei nipotini, il loro sorriso quando mi dicono ‘ciao nonna!’. Adesso però sono più di 10 giorni che non li vedo perché non li fanno passare, mi hanno detto”.

Le veniva da piangere….ma non l’ha fatto, con molta dignità mi ha salutato e mi ha detto “ mi dispiace tanto per voi che siete giovani”.

Ecco ci sono anche queste persone a Codogno, così come ci sono genitori con figli disabili e figli con genitori anziani con l’alzheimer o la demenza senile che non hanno più il supporto dell’infermiera o delle badanti. Ci sono anche le persone con problemi di salute che esulano dal virus, magari con problemi pregressi di ansia e attacchi di panico, come pensate che stiano in questi giorni? Chi pensate che li aiuti? Magari sono soli rinchiusi in casa terrorizzati.

Su una popolazione di 50.000 persone quante pensate possano essere queste persone “fragili”?

Codogno già prima di tutto questo era un paese che stava morendo, ci sono decine di interi cortili e palazzi disabitati e fatiscenti, l’economia qui dopo gli anni 90 e anche a causa della crisi che pervade l’italia da 20 anni è andata sempre più calando. Tante piccole imprese edili sono fallite, i negozi hanno chiuso e quei pochi che reggono fanno i salti mortali per sopravvivere. Come pensate che stiano loro? E se dovessero tenerci segregati per un altro mese? E i piccoli agricoltori e allevatori a chi spediranno i loro prodotti? Chi li vorrà più?

Ecco, volevate sapere come si sta nella zona rossa, forse questo vi da un’idea più approfondita.

I dati dei contagi, ormai estesi a tutto il nord, rendono davvero inutile e CRUDELE, continuare a tenerci bloccati e indicati come gli unici che possono diffondere il virus. Contagiati a Codogno 35 (dati ufficiali), ma davvero credete che dipenda tutto da noi?  Davvero pensate che un unico paziente 1 abbia scatenato questa epidemia nel giro di una settimana a tutta Italia, Europa, Iran, Giappone e ora Stati Uniti?

Questa è follia. E c’è il rischio che venga prolungata oltre l’8 marzo a sentire alcune interviste degli addetti ai lavori.

Perché noi? Aiutateci a diffondere questa lettera, abbiamo bisogno del vostro aiuto di voi che siete (noi possiamo dirlo a ragione) nel “mondo libero”.

Per favore….non diteci più “ Vi siamo vicini, tenete duro ce la farete!”…………non fatelo più…….grazie.

 

E questo mi fa riflettere, su come la componente umana sia un valore, un patrimonio che non si calcola.

Su come i più deboli siano esclusi dall’interesse mediatico, anzi, sono pregati di stare in casa.

Quindi, riflettiamo: quanto pesa la mancanza di un abbraccio nell’ ‘economia’ di un paese?

Forse è un danno incalcolabile, considerando che gli Hz dei sentimenti rigeneranti si sprigionano superando la soglia dei 250 Hz?

Di  quanta energia drenante si sta nutrendo in questo momento  la nostra terra?

 

 

 

Roberta Rebella

 

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