Intervista a Kerem Bürsin per il programma televisivo Verissimo

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Intervista a Kerem Bürsin per Verissimo

Questa  è la trascrizione dell’intervista ( clicca per vederla integralmente da Mediaset )  all’attore turco Kerem Bürsin andato in onda sabato 25 settembre 2021.

Il programma televisivo: Verissimo condotto da Silvia Toffanin

In studio la conduttrice Silvia Toffanin annuncia: ” è il momento di un attore amatissimo, è il protagonista della soap   “Love is in the air”, arriva dalla Turchia Kerem Bürsin. ”

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Kerem: all right,

Silvia: Welcome,

Kerem:  Hi, how are you?

Silvia: fine, thanks,

Kerem: perfect.

Silvia: and you?

Kerem: I’m good, good,

Silvia: allora come va. Il pubblico italiano ti ama tantissimo, come vivi questo affetto?

Kerem: ehm vedi è bello, è proprio bello, l’amore è bello, no, indipendentemente da chi ti ama, è una cosa bella quindi spero che mi amino.

Silvia: ma ti aspettavi questo successo in Italia?

Kerem: ehm no onestamente no, è interessante. L’aspetto positivo è che l’arte, tutte le forme di arte dalla recitazione alla fotografia non hanno barriere imposte dalla lingua quindi è fantastico che un programma turco sia famoso in un Paese come l’Italia.

Silvia: qui fuori dagli studi è pieno di supporter, di donne, di fan di questa serie e anche tue fan, che effetto ti fa? Abbiamo la macchia sono tutte fuori che ti aspettano. Anche quando sei arrivato in Italia insomma hai avuto un bel bagno di folla.

Kerem: già, sì è fantastico, incredibile, è davvero bello.

Silvia: tu hai viaggiato tanto, parli perfettamente inglese, hai viaggiato tanto, sei stato per ben undici anni negli Stati Uniti . Abbiamo raccontato la tua vita così e poi la raccontiamo insieme. Let’s watch this video.

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Parte il video con la voce narrante: “ Sii come sembri o sembra come sei “.

Kerem l’ha tatuato sulla pelle in Ottomano la lingua antica della sua terra per ricordare a se stesso di non tradirsi mai.

Quando nasce tra i profumi speziati di Istanbul non sa ancora che sarà l’inizio di un viaggio alla scoperta del mondo.

Lascia presto la Turchia insieme alla mamma e alla sorella per seguire il papà ingegnere di una grande compagnia petrolifera.

America, Europa, Asia gli occhi di quel bambino si riempiono di immagini, sogni, culture.

Ogni tre anni la sua vita ricomincia in un nuovo angolo del mondo.

Eravamo solo noi quattro, ho imparato molte cose sul senso di famiglia racconterà.

In America da studente liceale partecipa a numerose audizioni, debutta a teatro e in tv e a pochi mesi dalla laurea si trasferisce a Los Angeles per inseguire da vicino il sogno di fare l’attore.

Determinazione e studio lo portano ai primi ruoli da protagonista, ma sarà la scelta di tornare a casa nella sua Turchia a regalargli il grande successo. Ancora una volta il destino di Kerem è quello di non avere confini perché quel sogno da bambino diventato realtà arriva al cuore di milioni di persone e oggi parla anche la nostra lingua.

Kerem: non me lo aspettavo, ok.

Silvia: wow

Kerem: wow, bellissimo.

Silvia: tu hai iniziato a viaggiare che eri un bebè, piccolo, c’è un posto che è rimasto nel tuo cuore?

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Kerem: ce ne sono molti, ma penso che il principale sia l’Indonesia. L’Indonesia è un Paese bellissimo e io avevo circa due anni quando ci siamo trasferiti e ci sono rimasto fino ai sei. Penso che per un bambino, per me da bambino fosse come un sogno laggiù, gli animali, le scimmie, la foresta è bellissimo.

Silvia: perché la tua famiglia si muoveva così spesso?

Kerem: per il lavoro di mio padre, lui lavora nel settore petrolifero; quindi ovunque ci fosse petrolio noi ci trasferivamo ogni due o tre anni in un nuovo Paese.

Silvia: ed è stato difficile per te cambiare ogni volta, trovare nuovi amici, nuovi posti, abituarti di nuovo?

Kerem: oh sì, sì molto, molto difficile, soprattutto per un bambino. Tuttavia, da bambino pensavo che tutti facessero una vita di questo tipo. Pensavo che tutti si trasferivano, però quando ho realizzato che eravamo gli unici a viaggiare, le cose si sono fatte difficili perché è complicato. Provi a stabilire dei legami con le persone, con un amico, con degli amici, con il posto e la cultura e poi te ne devi andare, devi andare altrove e ricominciare tutto da capo, quindi sì era difficile, è difficile.

Silvia: però eravate sempre voi quattro, la vostra famiglia è molto molto coesa, molto vicina.

Kerem: sì, molto, siamo molto molto uniti, ed è questo il motivo, perché da bambino vivevo tutto questo. Mia sorella, mia madre, mio padre, tutti noi vivevamo la stessa cosa. Contavamo gli uni sugli altri e ci supportavamo a vicenda.

Silvia: che cosa ti hanno insegnato i tuoi genitori?

Kerem: penso che la cosa più importante che i miei genitori abbiano insegnato a me mia sorella sin da piccoli, proprio perché viaggiavamo molto e noi siccome andavamo in un Paese con cultura e abitudini diverse e poi ci spostavamo in un altro Paese ed era tutto un altro mondo, la cosa principale è stata il rispetto, accettare le persone per quello che sono e quello che fanno e cercare di capire invece di criticare; quindi il rispetto è stata la cosa principale che ci hanno insegnato. Ricordo mia mamma quando ci trasferivamo, lei, lei è una persona davvero speciale nel senso che invece di starsene seduta a casa perché non era facile per lei ottenere ovunque i visti per lavorare, faceva volontariato. Lei aiutava i bambini, i malati di cancro e così sin da molto piccoli abbiamo imparato che donare alle persone meno privilegiate è molto importante. Già.

Silvia: bello

Kerem: sì

Silvia: invece tuo nonno che cosa ti ha insegnato? Abbiamo una bellissima immagine del tuo nonno.

Kerem: sì ehm mio nonno, ricordo che alcuni mesi prima che ci lasciasse, noi stavamo parlando di solito io e lui leggevamo il giornale insieme e lui aveva sempre tantissima voglia di imparare e credo che questo lo rendesse un’anima giovane quindi se crediamo nel concetto di tornare o di essere stati, allora io credo di essere un’anima antica perché ho già vissuto molte esperienze, ma per lui era sempre la prima volta, lui era, era sempre pronto a imparare di tutto fino ai suoi ultimi giorni di vita e… c’è qualcosa di meraviglioso in tutto questo perché che senso ha la vita se si smette di imparare.

Silvia: tu ad un certo punto dei tuoi viaggi con la tua famiglia arrivi negli Stati Uniti in Texas dove fai il liceo e poi inizi a studiare per diventare attore facendo tanti lavori. Che lavori hai fatto? Ce li racconti?

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Kerem: oh ehm sì, ne ho fatti tanti. Ho fatto l’autista, ho fatto l’autista per attori famosi , tipo a Los Angeles, ci sono molti attori, prendiamo te ad esempio, tu devi andare a Los Angeles per delle riunioni, dei provini, l’agenzia mi chiama e mi dice tu dovrai accompagnarla alle sue riunioni, e così arrivavano attori dall’Inghilterra, dall’Australia ora diventati molto molto famosi. Era bello perché restavano per tre, quattro, cinque settimane quindi trascorrevo del tempo con loro ogni giorno: li portavo in giro, li accompagnavo alle loro riunioni. Era, era un lavoro divertente.

Silvia: eri bravo?

Kerem: chiedi se ero bravo? Penso di sì, secondo me ci sapevo fare, sì ero bravo.  E ricordo che prima di diventare personal trainer, pulivo i bagni in palestra e lavavo gli asciugamani sudati: è stato divertente, penso che la cosa importante di tutto questo sia il percorso. Passavo da fare il buttafuori al cameriere nei club. Ho fatto tante cose, a un certo punto hai tre lavori ti alzi alle quattro  vai al primo lavoro che finisce alle dodici , poi ti rechi al successivo e finisci di notte quindi vai a fare il buttafuori vai a casa alle tre e ti devi alzare alle quattro e così via, ma la cosa interessante di tutto questo percorso soprattutto adesso ma anche allora, è che con la recitazione o con qualsiasi cosa, qualsiasi cosa che riguardi il mondo artistico non c’è mai certezza, c’è sempre un grande se; non è come andare in azienda e iniziare a lavorare, quindi penso che quello che contasse per me non fosse il risultato finale, diventerò famoso, sarò un attore di successo, ma piuttosto riuscirò a godermi il viaggio. Penso che l’avventura sia la parte divertente, perché quando hai finito di correre, quando poi diventi famoso, inizi a sentire la mancanza di quei giorni in cui sai dovevi lavorare sodo. E’ così.

Silvia: ti sei anche laureato appunto perché volevi un piano B

Kerem: sì ma vedi in questo caso è stato mio papà.

Silvia: ah per il papà

Kerem: è stato mio padre, sì, sì è stato intelligente, era la decisione giusta.

Silvia: perché papà non voleva che tu facessi una carriera da attore.

Kerem: no no.

Silvia: assolutamente no.

Kerem: no,no, non voleva, ma mia mamma era la mia sostenitrice segreta, lei faceva sempre il tifo per me, mi prendeva da parte e mi diceva scusa qualunque cosa il cuore ti dica di fare, falla. E’ andata così.

Silvia: e papà, oggi, cosa dice?

Kerem: penso che sia  felice, penso che sia felice ma sì  penso che sia felice ma non ne sono sicuro, non ne sono sicuro.

Silvia: non glielo hai chiesto?

Kerem: no no perché c’è stata una volta, noi discutevamo molto su questo argomento e quando mi sono trasferito a Los Angeles e ho preso  la mia decisione perché all’epoca avevo ricevuto un’ottima offerta di lavoro nel marketing e la mia famiglia voleva che accettassi quell’offerta di lavoro e iniziassi a lavorare nel mondo delle aziende, ma quando ho declinato l’offerta, gli ho detto vedete alla fine dei conti tutti noi sappiamo cosa ci aspetta ovvero la morte, tutti noi moriremo, allora perché non dovrei, non dovrei fare quello che voglio quindi – ho dimenticato la domanda, ma sì –

Silvia: se il papà era felice, era la domanda.

Kerem: ah giusto, giusto beh sì  penso che sia felice, sa che io sono felice, quindi è felice anche lui.

Silvia: sicuramente sarà felice. Tu però diventi famoso nel tuo Paese in Turchia. Inizi a lavorare come attore negli Stati Uniti e la celebrazione, la popolarità arriva in Turchia.

Kerem: sì

Silvia: come è stato tornare nel tuo Paese e diventare famoso lì?

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Kerem: vedi è molto diverso perché è interessante, ed è stato interessante per me. Ho vissuto in tutti quei Paesi ovviamente il mio nome è Kerem e immediatamente quando andavo a scuola in Texas dicevo  ” ciao mi chiamo Kerem ” . Tutti mi chiedevano che cosa è Kerem e io rispondevo è turco quindi dicevo sempre, dicevo sempre a tutti che ero turco ma pensandoci non avevo mai vissuto in Turchia in tutta la mia vita. Ci andavo d’estate, facevo visita ai miei nonni, ma ero come un turista quindi la cosa interessante per me era che conoscevo l’America, conoscevo tutti quei Paesi, ma non conoscevo così bene la Turchia. Quindi tornare indietro per la prima volta è stato molto interessante per me, perché era arrivato il momento di capire, conoscere davvero le mie origini, le mie radici e poi sì e poi quando, quando ho iniziato a diventare famoso è stato bello, è stato bello perché  era così che volevo che andasse, era importante per me soprattutto perché quando ero a Los Angeles e andavo alle audizioni chiedevano sempre da dove vieni e io rispondevo dalla Turchia però non sembro turco, non ho l’accento turco quando parlo inglese, quindi mi dicevano tu sei americano, io no sono turco quindi ora ogni volta che torno, sono un attore turco che va a recitare in America, è importante.

Silvia: è vero

Kerem: sì.

Silvia: sei anche una persona molto sensibile che ha soprattutto a cuore l’uguaglianza di genere, il gender equality. Perché questo tema ti sta così tanto a cuore?

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Kerem:  ah ehm hai visto il mondo? Non è, non è giusto. Sfortunatamente il mondo in cui viviamo non è giusto, lo si vede tutti i giorni. Non saprò mai e chiaramente nessun uomo saprà mai come ci si sente a essere donna in vari Paesi del mondo dove le donne devono pensare a cosa indossare quando escono di casa, a come devono camminare, perché magari non possono andare lungo una certa strada o perché ad esempio è tardi e non possono attraversare il parco, queste non sono cose di cui gli uomini si devono preoccupare, ma le donne sì e questo non è giusto, perché condividiamo questo mondo insieme. Capisci? Non è che le donne siano venute dallo spazio e gli uomini le abbiano accolte dicendo benvenute sulla terra, questo è il nostro mondo. Quindi penso che come attore e come qualcuno che può esercitare una forma di influenza è importante soprattutto per le generazioni più giovani e per la gente in generale poterne parlare.  E’ importante che gli uomini, che proprio gli uomini parlino con altri uomini di questo, non con le donne, perché le donne sanno qual è il problema ma la gran parte degli uomini no e la maggior parte degli uomini non ne parla perché, perché forse per quello che possono pensare gli altri ma non importa. Ecco potremo parlarne per giorni interi.

Silvia: ma grazie perché è un argomento molto importante per noi donne. Abbiamo parlato di donne e adesso parliamo di una donna, di amore, quello tra

Kerem: ok sì ah ok, va ben prendo un po’ d’acqua

Silvia: bevi pure rilassati … tra Eda e Serkan un amore che poi è diventato anche amore nella realtà

Silvia dice a Kerem : di fronte e Kerem guarda il video che parte con la voce narrante:

Due anime opposte ma complementari, due destini che guardano nella stessa direzione senza però riconoscersi.

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A farli incontrare non è un romantico colpo di fulmine.

Eda è una ragazza umile che sogna di laurearsi in Italia  per diventare architetto. Serkan invece è il ricco finanziatore della sua università che negandole la borsa di studio, infrange tutti i suoi sogni. E invece non tutto è perduto: Serkan freddo e calcolatore le propone un contratto di fidanzamento per far ingelosire la sua ex.

Un amore nato dalla finzione che invece si rileverà autentico.

Passione, rivelazioni e segreti inconfessabili, disegnano la trama di Love is in the air, ma anche nella realtà i due attori protagonisti, guardandosi nel profondo, scoprono di condividere i sogni in cui credono.

E quando con la prima foto insieme felici alle Maldive svelano il loro segreto, il confine tra realtà e finzione si fa sottile.

Come Eda e Serkan da un’amicizia nata per caso, Hande e Kerem hanno creato qualcosa di puro, riservato e sincero e ora sono molti a sognare che quella storia d’amore nata per volere del destino si trasformi in una nuova favola moderna. ”

 

Kerem: wow penso che sia la prima volta in assoluto che vedo queste scene. Bene sì.

Silvia: ti nascondevi

Kerem: sì, ah no, non avevo mai visto le scene prima, sì questa è la prima volta.

Silvia: poi qui è bello grande, it’s big here.

Kerem: sì grazie, è molto grande, è fantastico.

Silvia: perché avete deciso ad un certo punto di rendere pubblica la vostra storia?

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Kerem: perché no? Penso che se vivi una vita in cui devi nascondere qualcosa non stai vivendo   quindi non è decisamente qualcosa in cui credo, capisci. Vedi io credo nella verità e poi è la mia vita, capisco che ci sono i paparazzi e tutto il resto ma devi vivere la tua vita. Penso che sia importante per me poter vivere la mia vita apertamente con la persona con cui sto.

Silvia: quand’è che è scoccata la scintilla?

Kerem: allora fammi pensare, credo che sia stato alle quattro del pomeriggio, no dai scherzo, non sono sicuro penso…

Silvia: subito o dopo un po’?

Kerem: oh no, no, no no  dopo un po’, dopo un po’… perché eravamo davvero ottimi amici e penso che sia rilevante il fatto che è la prima volta che mi è capitata una cosa simile in vita mia. Vedi eravamo su un set professionale la cosa più importante sia per me che per Hande è che quando ci siamo conosciuti la prima volta e abbiamo parlato della serie e dei personaggi era molto chiaro che entrambi rispettavamo molto il nostro lavoro per il quale professionalmente dovevamo stare insieme. Quindi innanzi tutto siamo diventati ottimi amici e penso che questo sia fondamentale, ovviamente è una bellissima donna, ma è anche una persona a cui ho iniziato a tenere molto perché era la mia partner che vedevo tutti i giorni sul set. E’ davvero una bella persona in tutti i sensi e così dopo un po’, beh vedi in Turchia non so se sai come sono le condizioni di lavoro, ma sei sul set tutti i giorni per sedici diciassette ore al giorno e ha cominciato ad essere difficile per me pensare ma è solo un’amica, così mi sono detto ok è bellissima e mi piace perché è fantastica, sì, però abbiamo aspettato un po’. È la vita.

Silvia: siete bellissimi, questo posso dirlo, you’re beautiful together, siete molto belli insieme.

Kerem: grazie sì, sì è merito suo, è fantastica, io non conto, lei è fantastica.

Silvia: e a te brillano gli occhi quando parli di lei, questa è la cosa bella!

Kerem: ah davvero, bene, bene vedremo vedremo, vedremo.

Silvia: thank you very much Kerem, grazie mille per questa bella intervista

Kerem: grazie a te, grazie mille

Silvia: spero di avere anche presto Hande qui per un’intervista con me sarebbe molto bello.

Kerem: speriamo.

Silvia: e grazie davvero, vuoi salutare il pubblico italiano che ti segue tanto, che ti segue, che ti ammira, che vi segue e vi ammira, vuoi dire qualcosa?

Kerem: certo sì assolutamente. Onestamente nel vostro Paese sin dall’inizio della serie, il pubblico ha risposto in maniera eccezionale e tutti ci inviano fiori, torte e lettere, ma molte vengono dall’Italia. So che abbiamo tanti fan in Italia. Onestamente non credo che questa serie sarebbe arrivata dove si trova ora senza di loro  quindi davvero grazie e penso che ora l’Italia sarà un posto molto importante per noi, quindi grazie.

Silvia: thank you very much Kerem, see you soon

Kerem: grazie mille, speriamo

Silvia: grazie mille Kerem Bürsin. I said your name p

Kerem: sì lo hai detto perfettamente.

 

Fonte Mediaset:  Kerem Bürsin: l’intervista integrale

https://www.mediasetplay.mediaset.it/video/verissimo/kerem-bursin-lintervista-integrale_F311274801002C13

 

 

 

 

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