Pompei…città sempre viva.

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La città di Pompei non smette mai di stupirci e di darci prova, più che mai in questo momento, che la vita vince sempre. Travolta dall’eruzione del Vesuvio nel 79 d.C. continua a rivelarci i suoi tesori sepolti ma che in qualche modo continuano a vivere.

Scoperti, da pochi giorni, durante l’attività di scavo, nell’area  della villa suburbana, due corpi di antichi pompeiani. Grazie alla tecnica di Giuseppe Fiorelli, che attraverso una colata di gesso liquido introdotto nelle cavità lasciate dai corpi riesce a dar luce alle loro forme originali, è stato possibile decodificare a chi appartenessero queste cavità. Sembrerebbe che i calchi siano di due uomini, padrone e giovane schiavo, che cercando di fuggire dalla colata di lava sono rimasti imprigionati. I calchi sono così precisi da riuscire, da parte degli esperti, ad individuarne altezza, età, abiti indossati e tessuti utilizzati ma la cosa più incredibile dimostrerebbero come il giovane schiavo avesse degli schiacciamenti vertebrali causati da sollevamenti di pes o da trasporto di carichi pesanti. Al contrario quello del suo padrone evidenzierebbe l’uso di un abbigliamento più articolato con tunica e mantello di lana e avesse una corporatura più pesante rispetto all’uomo più giovane.

Pompei, la scoperta agli scavi: ritrovati due corpi perfettamente integri. “Investiti e uccisi dai vapori bollenti dell’eruzione”

In un periodo storico così particolare, ove tutto appare immobile, dove il continuo “andirivieni” della nostra quotidianità viene bloccato dal pericolo di contrarre un virus, così sconosciuto scientificamente ma diventato così famoso da essere il protagonista di ogni notizia di giornali, notiziari, programmi di approfondimento una scoperta di questo genere ci deve dar modo di riflettere su come l’immobile possa essere vivo e come ognuno di noi abbia la possibilità di trovare dentro se stesso il desiderio e il coraggio di andare verso l’altro. Il mantenere una distanza fisica deve tutelarci ma allo stesso tempo deve darci modo di creare legami unici, solidi e significativi e questo dipende solo da noi…dal nostro modo di parlare.. impariamo ad usare lo sguardo…dal nostro modo di sorridere…impariamo ad usare gli occhi…dal nostro modo di toccare…impariamo a dimostrare attenzione ascoltando.

“..è evidente che l’uomo sia un essere sociale più di ogni ape e più di ogni animale da gregge. Infatti, la natura non fa nulla, come diciamo, senza uno scopo..” Aristotele

La verità attraverso lo sguardo dell'altro - Sulla strada di Emmaus

 

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