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Insalata naturale tutto l’anno, a Passerano Marmorito nell’astigiano

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A Passerano Marmorito vi è una nuova realtà fatta di ortaggi e insalata naturale.

Un impianto inaugurato a nell’Astigiano che offre l’opportunità di acquistare cibo senza nichel e trattamenti. Da visitare è interessantissimo: la coltivazione si trova in serra ed utilizza il sistema dell’acqua ponica.

Da dizionario questa è la definizione:

“per acquaponica si intende una tipologia di agricoltura mista ad allevamento sostenibile basata su una combinazione di acquacoltura e coltivazione idroponica, al fine di ottenere un ambiente simbiotico. In un sistema acquaponico l’acqua delle vasche per acquacoltura viene pompata in quelle idroponiche, in modo tale che le piante che vi si trovano possano filtrarla sottraendo diverse sostanze di scarto dei pesci, traendone contemporaneamente nutrimento. L’acqua così filtrata potrà quindi essere reimmessa nelle vasche per acquacoltura e riprendere il suo ciclo.”

I sistemi di acquaponica possono essere vari e di diverse dimensioni: da piccoli impianti domestici a grandi impianti di dimensioni industriali.
La cosa bella è che l’acqua non viene sprecata e il gusto degli ortaggi torna a essere quello di “una volta”.

Qualche curiosità

Ho letto addirittura che in piccole vasche uso personale che possono stare in casa o in terrazza possono essere immessi pesci ornamentali oppure gamberetti. Per chiedere informazioni su un impianto a uso personale info@acquaponicaitalia.it

La fattoria

In questa fattoria, le sorelle Omegna hanno intrapreso una vera e propria attività e desiderano fare vendita diretta della loro produzione di vegetali. Questo sistema è integrato, i pesci sono nella stessa vasca degli ortaggi, qui non vi sono sostanze chimiche di filtraggio e pompaggio. Hanno deciso di non utilizzare a scopo alimentare il pesce delle vasche per allevamento; le carpe che si nutrono dei fili sottili delle radici delle piante soprastanti e di poco altro, verranno sostituite solo quando saranno troppo adulte e grandi e  immesse in un lago per continuare la loro vita. In altri impianti invece l’utilizzo del pesce è possibile così come vi è la possibilità di utilizzare pesci diversi.

 

Ho intervistato la titolare d’azienda Gabriella che mi ha raccontato qualche curiosità per il suo sistema a scopo di vendita: le carpe mangiano oltre le radici dei vegetali, anche 1/2 gr di mangime naturale sotto forma di “pallina” che viene a galla in modo da poterlo monitorare. Se si cibano troppo può essere dannoso per loro. È necessario avere un pesce ogni metro quadrato. Questo impianto in serra non riscaldata è studiato per produrre circa nove raccolti all’anno poiché nella terra per le stesse colture ci vorrebbe circa un mese e mezzo. Qui in venti giorni si ottengono finocchi, barbabietole, insalata, broccoli….buonissimi e sani.

Non si consiglia la coltivazione della patata che essendo un tubero, vive meglio nella terra. Anche la clorofilla che sale sulla superficie dell’acqua può essere raccolta e usata nel settore cosmetico. L’acqua è sempre la stessa, i pesci sono sostituiti solo quando sono troppo grandi dopo due/tre anni, se non si vuole optare per l’allevamento possono essere liberati.

In un paio d’anni si stima di recuperare l’investimento iniziale con enormi vantaggi per chi acquista, per chi produce e per la terra che finalmente, dopo anni di sfruttamento può ripristinare il proprio equilibrio.
Un ottimo sistema per la nostra salute e per l’ambiente.

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Monica Brunettini

Mamma, impiegata, blogger del Mondo Migliore

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