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La Lapide….

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La via più chiara verso l’Universo passa da una foresta buia e sconosciuta.

Capita sicuramente ad ognuno di noi di passare dei momenti nella vita dove affrontare situazioni che squilibrano le nostre false sicurezze, e ci ritroviamo ad essere esposti a prove che per noi, in quel momento, sono dure e difficili da affrontare e da superare.

Il punto non è se si riesce ad affrontare o superare quella prova… Il punto è capire il messaggio, perché proprio me, e capire lo scopo di quella prova, di quel messaggio.

 

Quando accadono determinate situazioni, la prima cosa che desidero è che passino in fretta, che si tolgano dai piedi lasciandomi libera di continuare a vivere la mia vita senza drammi, senza sofferenze.
Non ho voglia di soffrire, mi porta a frenare la gioia che sto vivendo, mi porta a limitarmi nell’essere espansiva e mi porta, soprattutto, a rinchiudermi in me stessa e a non voler fare entrare nessuno.

Penso che questo accada anche a voi…più o meno.

Ma c’è un altro aspetto forse ancora più importante da osservare: quando si vuole rifiutare il passaggio di quella prova, ci si crea una vera e propria lapide, ci si seppellisce, si vuole trovare la pace a qualsiasi costo.

 

Lo si può fare chiudendosi in se stessi mettendo in funzione il pensiero che si è trovata la propria pace, il proprio equilibrio, il proprio stato di benessere, oppure rimanendo espansivi e continuando a giocare, nella convinzione che nulla potrà mai più “affossarci”, schiacciarci o semplicemente bloccare la nostra energia vitale.

Ognuno di noi mette in moto le proprie autodifese, cercando di rafforzarle e di renderle praticamente indistruttibili.

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Ed ecco la lapide: un coperchio che spesso non sappiamo di avere e che, prima o poi, potrebbe saltare, facendoci riconoscere che la vita che stavamo vivendo non era la vita scelta in uno stato di consapevolezza, ma una vita scelta perché non si riesce a vedere un’alternativa, perché si sta passando una foresta buia e selvaggia, e l’Universo o la libertà sono distanti, pare che non esistano proprio.

Altro aspetto della lapide non è solo il coperchio, ma una serie continua di coperchi che, ad ogni emozione repressa, capriccio represso, situazione considerata inaccettabile, si aggiungono l’uno all’altro creando un vero e proprio macigno interiore che si trasforma prima o poi in stato di depressione, di ansia, di malessere profondo.

Ora qualcuno mi dirà che la depressione è congenita e sono d’accordo, ma è anche vero che ciò che ci è stato trasmesso, è stato a sua volta “creato” e poi trasmesso.
All’origine c’è sempre un non voler accettare, un reagire contro, un non voler fluire e lasciare scorrere, proprio perché la nostra natura è fondamentalmente capricciosa.

Scusate la chiarezza, anch’io non sono perfetta e anch’io sono un po’ capricciosa…purtroppo.
Però mi piace analizzare, riflettere, scoprire per poter imparare a vivere da essere interiormente libero e solare.

Mettere in discussione le nostre sicurezze ci da modo di rinnovare la nostra vita, e di sentirci liberi di essere noi stessi al di là delle paure e delle insicurezze.

Possiamo attraverso l’accettazione di passare e inoltrarci nella foresta buia e selvaggia, a noi sconosciuta e che incute timore, risvegliare la coscienza del valore della vita anche nelle sue parti oscure, perché senza di esse non potrebbe esistere la luce.

Del resto, si vive nel dualismo semplicemente perché siamo separati da noi stessi, dal nostro Sè, e questo comporta continui conflitti.

Buona riflessione.

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Diana

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