ll Castello del Catajo a Battaglia Terme 

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Si trova alle pendici del Montenuovo, il suo nome deriva da Ca’ sul tajo, (taglio in veneto) casa sul canale, cioè uno scavo nella roccia per far defluire le acque. Si tratta del Canale Battaglia, la via navigabile lungo la quale sorse il Catajo in epoca medievale, in posizione strategica proprio per esercitare il controllo della navigazione da e verso i Colli Euganei. In epoca rinascimentale, verrà ampliato dai proprietari, la famiglia Obizzi, capitani di ventura originari della Francia, che costruiranno il castello oltre la casa. Nell’800 passa in eredità agli Estensi e poi nelle mani dell’Impero austriaco che trasferisce a Vienna le preziose collezioni di armi e archeologia e le fontane del giardino. Dopo la prima guerra mondiale viene assegnato allo stato italiano come riparazione dei debiti di guerra e in seguito, venduto a privati e restaurato.

 

 

Si presenta come una sorta di imponente fortezza medievale con merlature, posti di guardia e mura di recinzione poi, nelle 350 stanze prende l’aspetto di una residenza regale rinascimentale con affreschi su pareti e soffitti che raccontano le gesta della famiglia, realizzati da Giambattista Zelotti, discepolo di Paolo Veronese.

 

 

In quel periodo storico in cui era acceso il dibattito sulla nobiltà, le famiglie di rango si impegnavano a dimostrare i meriti della propria stirpe e in genere affidavano tale compito a scrittori o pittori. Essendo una stirpe di soldati di ventura, le pareti ci restituiscono immagini di battaglie terrestri e navali, episodi delle crociate, consegna di onorificenze, per dimostrare il valore della famiglia. La villa serviva anche per motivi di marketing, era aperta ad ospiti internazionali che poi si sarebbero serviti delle forze militari. Nel salone principale con scene raffiguranti le virtù, troviamo un affresco sulla Pace rappresentata da una figura femminile nell’atto di distruggere strumenti di guerra. Scendendo dalla scala interna vediamo che il castello non è semplicemente addossato alle pendici del colle ma si arrampica sulla viva roccia, alcune stanze e corridoi sono stati ricavati scavando nella roccia stessa. Da qui si arriva nel bellissimo giardino di fronte al castello, il grande Parco delle Delizie, la cui attuale impostazione risale alla fine del ‘700 quando venne realizzato il giardino botanico e piantate le magnolie e la maestosa sequoia del viale principale.

In questi giorni é stata pubblicata la sentenza del Tar del Veneto che conferma il vincolo paesaggistico a difesa del castello e del territorio che lo circonda e sancisce che il centro commerciale nell’area vicina di via Mincana non é edificabile. Una grande notizia per chi ha a cuore la difesa del patrimonio artistico e ambientale.

Articolo

Sito del Catajo

 

Isabella Fiore

 

 

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Isabella Fiore

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