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Perché il 25 aprile è un giorno di festa? I bambini apprendono nell’aula virtuale

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I bambini apprendono nell’aula virtuale di didattica da casa. Perché il 25 aprile è un giorno di festa. La spiegazione è con parole semplici, destinatari i bimbi di quinta elementare. Non si potrà sfilare quest’anno, solo partecipare virtualmente a causa delle norme anti Covid-19. Il Comune di Canelli ha organizzato una lettura in diretta di una poesia sul sito. Altre organizzazioni pubblicano testi sul perché il 25 aprile è così importante per la nostra memoria nazionale.

Perché il 25 aprile è un giorno di festa?

“Bambini sabato prossimo è il 25 aprile. Festa della Liberazione dell’Italia dalla dittatura nazi-fascista che segnò anche la fine della guerra nel 1945.
La Liberazione e la fine della guerra furono possibili per l’intervento degli esercito americano e di quello inglese, ma anche grazie all’impegno di tanti giovani partigiani che, anche nei nostri paesi del Monferrato e delle Langhe, rimasero nascosti, aiutati dalla popolazione.

I partigiani combattevano con poche armi, compiendo azioni di disturbo e di “sabotaggio” nei confronti dei Tedeschi e dei Fascisti, (facevano esplodere ponti, distruggevano strade e ferrovie, bloccavano treni tedeschi carichi di viveri, armi ….) così facendo difendevano le loro terre
aspettando l’arrivo dei soldati anglo-americani.

Essi diedero vita a quella che viene chiamata LA RESISTENZA .

Ai bambini facciamo una domanda: perché il 25 aprile è festa

Libertà quando avvenne finalmente

Quando il 25 aprile 1945, gli Italiani furono di nuovo liberi e si decise di istituire, proprio in quel giorno, la festa della Liberazione da celebrare in tutta l’Italia .

In quel giorno le scuole, gli uffici, le fabbriche restano chiusi a memoria di quell’importante avvenimento.”

La maestra assegna ai bambini un compito: ascoltate una canzone a scelta sul tema dei partigiani e poi disegnate una strofa che vi ha colpito.

La canzone “Bella ciao” e “e io ero Sandokan”  sono solo alcune delle testimonianze musicali di quanto avvenne, così come lo sono i libri di Fenoglio, il cui protagonista Milton viaggiò da Alba a Canelli fra le colline negli anni finali della seconda guerra mondiale ne: “Una questione privata” che consiglio di leggere.

Aggiungo un’ ulteriore considerazione: per essere davvero liberi la strada è molto lunga, non basta avere accesso alla televisione e a servizi di vario genere, bisogna potersi esprimere liberamente, non avere più paura e che la povertà sia solo un brutto ricordo.

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Monica Brunettini

Mamma, impiegata, blogger del Mondo Migliore

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