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Quando il matrimonio diventa…

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Si stava allontanando la sirena dell’ambulanza. Il letto era rimasto vuoto, ancora caldo dal corpo che ci aveva dormito tutta la notte. Nella testa mille pensieri e immensa paura di sprigionarli…

“Tutte le famiglie felici sono simili fra loro, ogni famiglia infelice è infelice a modo suo.”, così inizia uno dei capolavori di Lev Tolstoj, “Anna Karenina”, che fu pubblicato esattamente 100 anni prima che io nascessi. L’ho letto la prima volta durante il liceo, seconda volta durante l’università ma ho compreso queste parole più tardi, quando la mia famiglia “felice” ha iniziato ad essere “infelice”. E poi, cosa vuol dire essere felice o infelice?

Fu la mattina presto, verso le 4:30 quando mi hanno dimesso dal pronto soccorso sei anni fa. Ero uscita dal lavoro la sera prima dopo aver litigato con la mia amica insieme alla quale gestivo un ristorante. Ero impazzita, davo i pugni ai frigoriferi, urlavo…e ho iniziato a sentire mancare l’aria, peso nel petto, facevo fatica a parlare, stare in piedi. Pensavo di avere un infarto in corso. Mi crollava il mondo addosso.

Dopo cinque ore di pronto soccorso, una dose di tranquillanti da cavallo, una semplice frase mi aveva aperto gli occhi:”Non si preoccupi, il suo cuore sta bene, ha solamente avuto un attacco di panico. Dovrebbe parlare con il suo medico curante per cambiare la terapia in corso, adesso vada a casa e si riposi”. Questo fu quello che mi aveva detto l’infermiera, io invece ho percepito:”Io non lo amo più, non voglio più stare con lui! Il mio matrimonio è diventato la mia gabbia pungente!”

Quella mattina lo chiamai per venirmi a prendere, provando un dolore infinito nel guardarlo negl’occhi, giusto il tempo di salutarlo. Ho capito tardi che non eravamo l’uno per l’altro e gettai le gocce, gli appuntamenti con la psicologa, le ansie, il mio matrimonio.

Per anni confondevo la tristezza e infelicità con la nostalgia per la mia città. Mi accontentavo delle briciole d’amore con le quali costruivo interi palazzi, scoprendo alla fine che pure quelle briciole erano quasi del tutto mie.

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La colpa non è di nessuno, se non la mia perché mi ero innamorata, perché amavo e perché volevo una famiglia…questa è una colpa? Tutte le famiglie felici sono simili fra di loro e ogni famiglia infelice è la famiglia del Mulino Bianco?

Ci vuole il coraggio per prendere la propria vita nelle mani. Ci vogliono tante lacrime, tante ansie, tanti sensi di colpa, mille domande e solo una risposta – il coraggio! Il coraggio per oltrepassare quella linea sottile che ci divide dai canoni, dalle cose inculcate, dalle paure e che può darci lo spiraglio per rialzarsi ancora più forti.

Ma perché? Perché bisogna arrivare a questi livelli? Perché non si può incontrare subito la persona giusta, quella per la quale possiamo avere la certezza che sarà “finché morte non ci separi”?

Non so chi è artefice di questi giochi della vita ma qualcuno si sta divertendo da matti…

Si stava allontanando la sirena dell’ambulanza. Il mio letto era ancora caldo. Speravo venissero a prendere me, invece mi hanno lasciata per combattere le mie battaglie per un mondo senza l’ipocrisia e falsità, senza le bugie, senza bisogno di nascondersi, senza pregiudizi…per un Mondo Migliore che stiamo sognando in tanti…

In nome dell’Amore, raccontatemi un matrimonio realmente felice! Non voglio pensare che tutto è una grande bufala!

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Ana Martinovic

Essere dei Gemelli a volte ti rende la vita difficile, ma di solito le da una marcia e un senso in più! Scrivo da quando ho 12 anni e scrivere per me significa sfruttare le difficoltà e la gioia della vita per sfidarla e per lodarla. Mi sento bene quando scrivo, mi sento utile per qualcuno, come per me lo sono stati e lo saranno i pensieri dei grandi scrittori e di chiunque abbia qualcosa da dire al Mondo. Ci vuole amore e coraggio... “Tutto è possibile, tutto è a portata di mano, semplicemente non bisogna arrendersi. È difficile finché non ti decidi, tutti gli ostacoli sembrano infiniti, tutte le difficoltà sono insormontabili. Ma quando ti allontani da te stesso indeciso, quando vinci il tuo sconforto, ti si aprono percorsi senza precedenti e il mondo non è più angusto ne pieno di minacce” Meša Selimović, scrittore e accademico Jugoslavo *Testo originale: “Sve je moguće, sve je na dohvat ruke, samo se čovek ne sme predati. Teško je dok se ne odlučiš, tada sve prepreke izgledaju neprelazne, sve teškoće nesavladive. Ali kad se otkineš od sebe neodlučnog, kad pobediš svoju malodušnost, otvore se pred tobom neslućeni putevi, i svet više nije skučen ni pun pretnji”

Una risposta

  1. Davide Destro ha detto:

    ♥️♥️♥️♥️

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