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L’IMPORTANZA DELLA PARTECIPAZIONE NEI PICCOLI COMUNI di Cristina Florenzano

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La partecipazione può produrre vero cambiamento, originare nuova coesione sociale e decisioni condivise suscettibili di incidere davvero sulle scelte politiche e sul governo del territorio?

La pratica dimostra che sommare tanti dialoghi individuali non equivale a fare un dialogo pubblico: in quest’ultimo le persone si incontrano, discutono, si sviluppano meccanismi psicologici di competizione, apertura e chiusura, che creano un conflitto produttivo in termini di progetto. Cambia l’ottica: si chiedono cose di cui beneficia una comunità e non solamente il singolo.

Con il Decreto legislativo n. 267 del 2000 (Testo Unico degli Enti Locali) viene previsto che Comuni e Province adottano “i regolamenti nelle materie di propria competenza ed in particolare per l’organizzazione e il funzionamento delle istituzioni e degli organismi di partecipazione” (art. 7) e che “promuovono organismi di partecipazione popolare all’amministrazione locale” (art. 8).

Il fatto è che nei piccoli Comuni sono molte le difficoltà che si incontrano nello strutturare processi partecipativi. In particolare, ci sono due problemi: l’abitudine dei cittadini al contatto quotidiano con gli amministratori, per cui appare superfluo organizzare spazi comuni di discussione, e la difficoltà a comprendere idee e/o proposte nuove. Spesso vi è difficoltà a comprendere anche nuovi comportamenti e modi di approcciarsi al bene pubblico. Poi altro presupposto è non avere già fatto tutte le scelte. Sembra banale ma spesso ci si trova di fronte a scelte già compiute o obbligate (nel caso di fondi vincolati). Importante è anche organizzare gli spazi giusti. Non tutte le assemblee sono spazi di partecipazione. Occorre costruire situazioni in cui le persone abbiano desiderio di parlare, anche quelle che non sono abituate a farlo. Poi bisogna dare coerenza a tutti questi incontri, riuscire a produrre, da tanti input diversi, un progetto coerente.

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Evidentemente tutto questo processo comporta un grande impegno, anche in termini di tempo, e, comunque, dopo un certo periodo di confronto, bisogna anche mostrare dei risultati concreti. In questo modo però, il cittadino acquista fiducia nell’azione amministrativa e sull’utilità dei processi di partecipazione.

Per raggiungere questi obiettivi, a cominciare dai comuni, proponiamo, tra le altre:
– bilancio partecipato e sociale con ascolto e potere decisionale dei Cittadini.

https://www.facebook.com/CivicraziaItaly/

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