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Giordano Bruno: il coraggio del libero pensiero

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Il 17 Febbraio del 1600, in Piazza Campo de’ Fiori a Roma, veniva arso vivo Giordano Bruno, condannato dalla Santa Inquisizione. Il Nolano auspicava la rovina della Chiesa, anticipò innumerevoli teorie dell’astrofisica e della psicanalisi. Il suo assassinio fu una delle pagine più buie della storia della Chiesa, allora dominata dal cardinale Bellarmino che tanta parte avrebbe avuto, in seguito, anche nel processo a Galileo Galilei.

Bruno da Nola a diciassette anni entrò in monastero a Napoli: la sua, però, non era certo una scelta di fede, bensì di opposizione al sistema clericale, maturando forti perplessità sulle teorie cattoliche. La vita monastica offriva, tuttavia, tranquillità meditativa ed una vasta biblioteca a disposizione, così da potersi dedicare agli studi che tanto lo appassionavano.

Il suo carattere audace non lo aiutava in uno studio sistematico e la sua passione per l’erotismo gli fece individuare nella sessualità una sorta di forza indomabile che, opportunamente manipolata, soggiogava i popoli, rappresentando un’arma di oppressione dell’attrazione erotica universale. Il suo magnetismo lo portò in giro per l’Europa, accattivandosi il favore di nobili e sovrani grazie all’arditezza delle sue teorie e alla potenza della sua memoria.

Stupì in questo modo le corti di Londra e Parigi che gli aprirono le porte delle università di Oxford e della Sorbona: fu considerato il più geniale intelletto rivoluzionario del suo tempo. Scrisse moltissimo, maturando una versione estetica del mondo, dominato da un’energia erotica e divina, infinita ed eterna che il cattolicesimo aveva rinnegato.

Presto la Chiesa cominciò a preoccuparsi per quello scomodo personaggio e, con l’aiuto di Calvinisti e Luterani, ne pianificò l’arresto. Giordano Bruno reagì con il suo “eroico furore” definendosi “professore della più pura e innocua scienza” in un mondo di asini intellettualmente castrati, augurandosi la loro fine, la rovina della “Bestia Trionfante”, ovvero la Chiesa Cattolica. Fu  allora quest’ultima ad intervenire, anche per mettere a tacere le sue continue affermazioni sulla libertà sessuale.

A quel punto cominciò il suo lungo calvario, imprigionato e tenuto in stretto isolamento, ripetutamente interrogato e torturato. Il Cardinale Bellarmino, tuttavia, non aveva intenzione di farne un martire e si sarebbe accontentato di una ritrattazione formale. Ma il Nolano rifiutò di cedere e rilanciò con maggior vigore le sue tesi a favore di un popolo libero da pregiudizi e prescrizioni clericali.Papa Clemente VII, esasperato, ordinò una sollecita sentenza di colpevolezza e fu consegnato alla Santa Inquisizione: fu portato nudo in Campo de’ Fiori e arso vivo.

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Bruno anticipò l’astrofisica moderna, definendo l’Universo come un insieme di Mondi Infiniti; l’interconnessione e quindi la relatività dello spazio, del tempo e del moto. Anche se oggi questi concetti sembrano vacillare, le sue intuizioni restano incredibilmente reali. Il Nolano credeva nell’influenza dei pianeti, tuttavia comunicò le sue autentiche convinzioni sulla sessualità con un linguaggio e con un comportamento troppo libertini per i suoi tempi.

Come tutti gli eretici, fu di indomita veemenza verbale e di inflessibile intolleranza, al punto da usare frasi sprezzanti nei confronti dei suoi carnefici che, indifferenti al corpo straziato dal fuoco, assistevano al suo supplizio. Egli, nell’ora estrema, in sintonia con la sua forza morale, non smise di gridare al popolo di ribellarsi, di prendere coscienza di una verità ancora lontana da venire, anche ai nostri giorni.

Giuseppe Schippa

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